Thursday, January 26, 2006

Tacciata di pessimismo

Ho appena divulgato l'indirizzo del mio blog a qualche amico e subito sono stata tacciata di pessimismo cosmico.
E' vero, non sono molto ottimista per natura, ma ragassss, datemi almeno il tempo di poter sperimentare il blog come terapia per poter attuare un cambiamento in positivo.
E comunque non temete, appena qualcosa di bello (mi) accadrà ne renderò subito conto al blog. Never say never!

A day with us.:perché solo a Natale?

A day with us, un bel filmato che la Saipem (società dove lavoro da quasi 22 anni) ha girato dando uno spaccato reale della vita vissuta nelle branches in varie parti del mondo.
La lunga permanenza in questa azienda, unica realtà lavorativa (di rilievo) da me sperimentata, produce una certa avversione che col passare degli anni si sta manifestando sempre più forte, ma non posso nemmeno nascondere che alla visione del filmato ho provato anche una certa commozione.
Il direttore delle "risorse umane" ha commentato, alla fine della proiezione, dicendo: "Chi non si riconosce in questo filmato ha dei problemi. E chi non si riconosce nella Saipem ha ancora più problemi" .
Non condivido l'utilizzo della parola "riconoscersi", ma credo sia naturale provare un certo senso di appartenenza, almeno questo è quello che è successo a me.
E questo senso di appartenenza, che riporta al lavoro di squadra ed alla collaborazione (che sarebbe così bello sperimentare ogni giorno, ma non accade mai!) tra i colleghi, perché deve emergere solo in seguito alla visione di un film e solo a Natale? Perchè non si può attuare nella realtà quotidiana? E poi perché sempre e solo a parole e solo per circostanza?
E perchè nel quotidiano l'azienda non dà un incentivo ai dipendenti e li rende consci di questo senso di appartenenza, invece di dargli addosso, di bistrattarli, discriminarli e non riconoscere mai la buona volontà, la disponibilità e soprattutto la professionalità (almeno di quelli che ne hanno)? E' sempre solo pronta a chiedere, ad ordinare ma mai ad accordare.
Vi hanno mai detto: facciamo un accordo! Let's make a deal! Temo si possano contare sulle dita di una mano quelli a cui sono state fatte proposte e non sono stati dati ordini, ma se così fosse, vi prego, datemi un segnale di vita.

Wednesday, January 25, 2006

Che stia già scomparendo?

E dulcis in fundo, dopo tutta la mia disquisizione sul lavorare con coscienza, ecco due conferme di quanto sostenuto nel post precedente (purtroppo sempre a discapito degli utenti).

1° episodio, all'ospedale: alla cassa per l'emissione della fattura relativa alla prestazione richiesta, mi accorgo che il documento è intestato ad una persona che non sono io, tutt'altro nome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo. Ne chiedo quindi la riemissione, con grande stupore dell'impiegata che non si spiega come mai tutti questi errori (probabilmente pensa di essere infallibile).

2° episodio, all'asl locale: sempre in fila (chilometrica) per poter ritirare l'esito di un esame già fatto e pagare il ticket. L'orario di sportello è fino alle 13.00, arrivo alle 12.25 e prendo il numero. Alle 12.30 il pinko di turno esce dallo sportello, toglie tutti i numeri dal distributore e mette un cartello a caratteri cubitali: CASSA CHIUSA, SI SERVONO SOLO LE PERSONE MUNITE DI NUMERO.
Ma come? L'orario di chiusura dello sportello è alle 13.00 e tu mezz'ora prima ti permetti di chiudere? Solo perchè hai paura di 10 persone ancora in attesa e temi di non poter fare il tuo intervallo? Non esiste! Ed io, come altri, che ci stiamo mangiando ben 1/2 ora del nostro intervallo? Una ragazza arriva alle 12.30.02" e non trova più i numeri ma il cartello CHIUSO.
Chiede come mai? E gli rispondono che con le persone rimaste in fila pensano di arrivare fino alle 13.00, quindi se vuole può provare ad aspettare ma non le assicurano di servirla.
Allora cari signori non scrivete che chiudete alle 13.00, scrivete chiaro che i numeri si assegnano fino alle 12.30 almeno gli utenti si possono regolare!!!
Al che non sono proprio riuscita a stare zitta e quando è stato il mio turno è scattata la polemica, con il consenso di tutti gli altri astanti, fortunatamente. Chiaramente la polemica è valsa a poco perchè agli impiegati non interessa un tubo ascoltare le lamentele della clientela, alla fine hanno sempre ragione loro, e per tagliar corto e non far perdere altro tempo, una volta pagato il dovuto me ne sono andata.
Ma non è finita.... Arrivo a casa per ingurgitare un boccone con l'imbuto, visto il mezzo intervallo rimasto, e cosa scopro? Il codice fiscale sulla mia fattura è sbagliato.
Ora mi chiedo: o io inconsapevolmente sto scomparendo visto che i miei dati non risultano più in nessun computer del servizio sanitario nazionale anche se sono 42 anni che vivo e pago le tasse, oppure... la gente lavora senza coscienza, anzi, lasciatemelo dire, lavora col culo!!!!

Tuesday, January 24, 2006

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

...Ma Nostradamus aveva ragione? La fine del mondo sta per arrivare? Secondo me si, piano piano si sta avvicinando sempre più. Cosa mi fa pensare alla fine del mondo?
Innanzitutto lo sconvolgimento climatico ed ambientale. Stiamo spappolando il pianeta con l'inquinamento del progresso (io compresa perchè se andassi al lavoro a piedi tutti i giorni invece che in macchina, sarei almeno a posto con la coscienza). Il pianeta si sta ribellando ed ogni giorno ce lo urla sempre più forte, ma noi facciamo i sordi, anzi peggio, non vogliamo proprio sentire le urla della terra. E tutti i segnali che ci sta mandando non li vogliamo per niente vedere. Continuiamo solo a versare delle gran lacrime di coccodrillo se i cicloni o i maremoti o i terremoti ci devastano le case e le famiglie. Ma le urla che il pianeta ci manda per ogni albero tagliato, per ogni pozzo perforato per sfruttare il sottosuolo, per ogni animale ucciso ed estinto non le ascoltiamo.
Il progresso e la scienza ci hanno dato molto ma ci hanno tolto tanto, innanzitutto la coscienza. Quella coscienza acquisita con secoli di evoluzione. In 50 anni siamo quasi riusciti a vanificare tutti gli sforzi e gli studi fatti nei secoli passati. Tutto in nome del Dio Denaro.
Un altro elemento, sempre legato alla mancanza di coscienza, è la strafottenza imperante ovunque. In qualsiasi posto ci si possa recare e per qualsiasi motivo, vedi che alla gente non frega un beato cazzo se tu sei lì o perché. Ad es. negli ospedali: (Dio ce ne scampi e liberi! Speriamo di non doverci andare mai!) chi lavora lì, siano infermieri o medici, si comportano come qualunque impiegato di un qualunque ufficio, nessun interesse per i malati, per gli utenti, pensano solo a timbrare il cartellino, non si preoccupano di lavorare appunto "con coscienza".
Tutti cercano di fregarti, di passare prima di te, di arrivare prima, di andare via prima.
Viviamo in un paese di ladri, governato da ladri che legalizzano enormi furti alle spalle dei cittadini. Nessuno si prende la responsabilità di niente. Nessuno solleva questioni e chi lo fa non ottiene risposte precise o viene messo a tacere.
Le persone non crescono. Invecchiano ma non crescono. Non coltivano i rapporti umani. Ci provano per buonismo, per convenzione, perché bisogna almeno provarci ma non fanno in modo che questi rapporti fioriscano e si sviluppino. Nemmeno nei rapporti di coppia ci si impegna. E si, perchè vivere vuol dire impegnarsi a farlo. Vuol dire ogni giorno rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Ma è troppo difficile, nessuno, o per lo meno una esigua minoranza, lo fa. E la cosa triste è che nessuno se ne rende conto. Tutti pensano che l'azione debba toccare sempre a qualcun altro e mai a sè stessi.
Tutto ciò è triste e purtroppo non sono ancora riuscita ad esentarmi dallo stesso comportamento. Del resto "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Spero che questa vocina debole e lontana che mi sta facendo sentire tutto questo, diventi ogni giorno sempre più forte e chiara e che riesca finalmente ad "accendermi per mettermi in moto" verso un cambiamento di crescita.

Thursday, January 12, 2006

L'acqua minerale

L'ennesima conferma che viviamo in un paese di ladri. Nulla di nuovo, si intende.
Dopo una vita e forse più che non andavo in pizzeria, con gli amici abbiamo deciso di andarci.
La pizzeria sui navigli è enorme, di mercoledi con pochissima gente, e la pizza senza dubbio è molto buona, ma... come sempre c'è un ma.
La mia amica Lorena chiede una bottiglia di acqua minerale ed inizia la diatriba: non è possibile avere l'acqua minerale perchè loro servono solo le bottiglie da un litro con l'acqua, dicono loro, purificata. Sarà anche purificata, io non ci credo per niente, ma sempre acqua del rubinetto è, che oltretutto ti fanno pagare almeno 2 euro a bottiglia. La bottiglia, quanti ricordi! è quella di vetro con la macchinetta che usava mia mamma negli anni '70 quando ero piccolina per preparare l'acqua con l'Idrolitina.
Ma a parte i dettagli scenografici, Lorena sostiene che per legge il locale deve avere l'acqua minerale imbottigliata. Il cameriere extracomunitario non sostiene la conversazione a lungo, dice che non è possibile, non lo sa e se ne va. E allora Lorena cosa fa? Furbescamente si alza, va verso i banchi frigoriferi, trova uno dei responsabili e gli ripone la stessa richiesta. Anche questo sostiene che non è possibile avere l'acqua minerale. Di nuovo lei sostiene che loro devono avere l'acqua imbottigliate, che è un suo diritto richiedere l'acqua minerale ed inizia la discussione. Ovviamente, inutile precisare, qual è il motivo della discussione? Il guadagno. E' ovvio che il gestore non vuole "rimetterci" del denaro e quindi serve l'acqua del rubinetto, e se i clienti vedessero che Lorena al tavolo ha una bottiglia di acqua minerale gli creerebbe molti problemi. Però se gli fosse chiesta da portare via gliela venderebbe. Allora qual è il compromesso che Lorena è riuscita a raggiungere? Si è fatta mettere l'acqua minerale imbottigliata (acqua Vera) in una caraffa anonima in modo da "non alterare l'equilibrio del resto del locale".
Ma è possibile, mi chiedo, che dobbiamo sempre essere alla mercé di questi stronzi di commercianti e ristoratori e farci sempre spennare come dei pollastri? Possibile che per chiedere l'acqua imbottigliata bisogna sempre discutere, minacciare di chiamare i vigili e poi arrivare a biechi compromessi come quello a cui è arrivata Lorena? Io l'acqua del rubinetto non la bevo nemmeno a casa! Perchè quella volta che esco a cena devo berla e pagarla cara?
Anche a questa pizzeria, King in via Ascanio Sforza, ho messo la croce sopra e mi ha dato un altro motivo in più per continuare la mia battaglia personale contro il caro euro: se già non andavo più a cena fuori come facevo fino a 3 anni fa e mi limitavo solo ad un paio di uscite l'anno, ora l'uscita sarà annuale. Intanto io proseguo con la mia "pubblicità regresso": in ogni posto dove vado e resto delusa del servizio, pessimi commenti agli utenti.
Lo so che non dico nulla di nuovo ma non se ne può proprio più.
Sono graditi commenti e scambi d'opinione.

Monday, January 09, 2006

C'è tutto un mondo intorno

C'è tutto un mondo intorno che gira ogni giorno e che fermare non potrai...
E gira e gira il mondo, tu non girargli intorno ma entra dentro il mondo....

Mi sono bastate un paio di sere in compagnia di amici per rendermi conto di quanto io giri intorno al mondo e non ci entri mai dentro...
Ma come si suol dire: "Meglio tardi che mai!" ovvero: meglio rendermene conto (da sola), che non rendermene conto affatto (o ancora peggio che me lo facciano notare gli altri).
Non si può sempre solo farsi scorrere la vita addosso, bisogna viverla altrimenti che vita é? Se non si vive, se non si entra dentro il mondo, non si può dire di avere un'esistenza....

Tuesday, January 03, 2006

Anno Nuovo....

... Vita nuova.
Tutti gli anni, il primo giorno dell'anno, ho un nuovo proposito che mi riprometto di portare avanti per tutta la durata dell'anno ma che immancabilmente dopo 3 giorni ho già dimenticato.
Quello dell'anno passato, in seguito allo tsunami, era votato al "Ringraziamento". Non la festa nazionale americana di fine novembre, ma inteso come il ringraziamento rivolto a quell'entità superiore, comunque presente in tutti noi, che mi ha dato una vita più facile ed agiata rispetto ad altri, nonostante tante battaglie già combattute. L'onda anomala è stata così devastante anche su di me che l'ho vista solo attraverso la televisione, che mi ha fatto mantenere l'impegno, riuscendo a dire "grazie!" almeno 3 o 4 volte durante il corso del 2005 (non saranno state molte, ma rispetto al non pensare più al buon proposito iniziale, per me è già stato un passo avanti).
L'impegno di quest'anno invece è rivolto all'impegno. L'impegno verso me stessa di cercare di fare andare le cose bene (almeno per quanto mi è concesso), con spirito di crescita più positivo e più creativo e, se ci riesco, anche più altruista. Se riesco a dedicare più attenzione a me stessa, sicuramente riuscirò a dedicarne di più anche agli altri.
Vorrei fosse anche l'anno del risveglio delle emozioni assopite da tanto tempo (di cui sono terrorizzata! Temo un fiume in piena!), in questo ci spero proprio. E già qualche segnale c'è. Devo solo prenderne coscienza, e soprattutto coraggio, per mettermi in movimento, anche fisicamente.
Del resto, come diceva Gandhi: "Bisogna curare i mezzi, poi i fini arrivano da soli"
Buon anno a tutti!